Vigneto

Gestione del Suolo


L’agricoltura biodinamica in Villa Job

La mia azienda ha un estensione di 6,5ha interamente coltivata in biodinamica. Mio nonno aveva certificato la vigna in biologico dal 1985. Nel 2013 ho deciso di passare alla coltivazione biodinamica dopo aver visto sulla mia pelle la differenza tra una vigna lavorata nel rispetto dell’equilibrio tra le varie energie della natura e una che non lo è. Uso il calendario biodinamico cercando di rispettarlo il più possibile.

Tutte le lavorazioni sono fatte in maniera manuale (tranne i trattamenti, le spollonature e lo sfalcio dell’erba). Ogni anno effettuo sovescio a filari alterni su parte del vigneto; sull’altra parte cerco di ricreare l’equilibrio attraverso l’inerbimento spontaneo.

Nel vigneto uso solo zolfo e rame e alcuni preparati biodinamici. Non uso il 500 e il 501. Dallo scorso anno ho iniziato a produrre da solo le barbatelle. In inverno seleziono le marzie migliori e a marzo le interro. L’anno successivo le innesto.
La mia preoccupazione principale è quella di valorizzare il terreno cercando di capire ogni singolo filare. Il mio terreno è molto variegato: limo, argilla, marna e scheletro. Ognuna di queste particolarità riesce a donare caratteristiche uniche al vino che porto in cantina.
Le potature sono fatte interamente da me e da un mio amico. Lo sfalcio dell’erba avviene massimo 3-4 volte l’anno non tagliando mai sotto i 7-10 cm per non selezionare troppo le erbe.

Con l’ agricoltura biodinamica cerchiamo di mantenere un ecosistema equilibrato e molto vario. Un suolo vivo, oltre a garantire un nutrimento di altissimo valore qualitativo per le piante, consente di raggiungere una perfetta armonia con il resto della natura.