Cantina

La ricerca


valorizzazione dei vitigni

Ogni nostro vino racconta una storia fatta di emozioni speciali che abbiamo provato lontano da qui. In ogni nostro vino abbiamo portato le culture, le esperienze e le concezioni vitivinicole che abbiamo incontrato durante i nostri viaggi.
Abbiamo unito i saperi di altrove con la tradizione del Friuli. Nell’interpretazione dei nostri vini – Pinot Grigio, Sauvignon, Tocai, Ribolla Gialla e Schioppettino – abbiamo cercato di riportare visioni e culture diverse.

Grazie ai terreni che ho ereditato dal nonno sto cercando di valorizzare il Pinot grigio e il Sauvignon sperimentando tecniche di vinificazione diverse. Alla base di tutto c’è la filosofia di un vigneto biodinamico: basse rese 40/60 qa/ha e valorizzazione dei lieviti indigeni.

 

Come lavoriamo

Vinifico per singolo terreno avendo cura di portare in cantina solo uve mature e sane. Seleziono ogni grappolo prima di portarlo in cantina.

La vendemmia viene eseguita in base ai terreni, questo mi permette di avere tante sfaccettature diverse del singolo vino. In cantina lavoro con tutti e tre i contenitori (inox, cemento, legno) in maniera completamente naturale.

Le fermentazioni sono spontanee con lieviti indigeni. Prima di portare le uve in cantine faccio il pied de cuvee con le uve migliori. Una volta diraspate e pressate divido il fiore dal torchio. Faccio decantare le vasche e poi inoculo con il pied de cuvee. Il controllo delle temperature è manuale e il raffreddamento avviene tramite l’acqua del pozzo. Le fermentazione avvengono tutte in acciaio o legno in base al vino. Travaso nei contenitori (cemento, legno o acciaio) e lascio sulle fecce nobili ad aprile/giugno e poi in base alle analisi decido se stabilizzare e filtrare prima di andare in bottiglia. Le mallolattiche sono spontanee. Non volendo rifermentazioni in bottiglia preferisco filtrare i bianchi se strettamente necessario.

Soltanto pre imbottigliamento aggiungo So2, per un totale max di 80 sui bianchi e 60 sui rossi.